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Il regolamento SAT-CAB, proposto dal vicepresidente della Commissione Europea Andrus Ansip, è stato in gran parte respinto il 15 dicembre dal Parlamento Europeo, facendo tirare un sospiro di sollievo alla maggioranza dell’industria audiovisiva in Europa, contraria al regolamento fin dalla sua proposta nel 2016.

Il SAT-CAB permetterebbe ai broadcaster di trasmettere contenuti europei in tutti gli stati membri dell’Unione sfruttando i loro servizi online (online catchup and simulcast services), definiti dal regolamento come “accessori”, prima che vengano presi accordi di distribuzione nei singoli paesi. Di fatto, le esclusive territoriali dell’opera andrebbero a cadere, sebbene secondo il vigente regolamento sia proprio questo principio la base delle co-produzioni europee. ANICA, che ha espresso con forza la propria opposizione al SAT-CAB sin dalla sua proposta, ha avuto così modo di commentare la decisione del Parlamento: “questa è la prova che la maggioranza europea vuole un settore audiovisivo composto da major players, un’industria forte e competitiva e un mercato digitale che non tratti i cittadini europei da semplici consumatori”.

Il regolamento ora è al vaglio del Consiglio dei Ministri Europeo, che dovrà tenere conto della decisione del Parlamento.