È stata presentata a Roma, nel corso degli Stati Generali della lotta contro la pirateria, l’indagine FAPAV-Ipsos Doxa sul fenomeno della pirateria audiovisiva in Italia.

I dati evidenziano un calo delle violazioni rispetto agli anni precedenti, ma confermano al tempo stesso un impatto economico ancora significativo per l’intera filiera dei contenuti audiovisivi.

La pirateria ha causato una perdita di 2,3 miliardi di euro di fatturato per l’economia nazionale, oltre a un impatto economico più ampio che include 902 milioni di euro di PIL persi, 408 milioni di euro di entrate fiscali mancate e circa 11.100 posti di lavoro non creati.

Tra i contenuti più consumati illegalmente figurano i film (28%), seguiti da serie e fiction (23%), programmi TV (19%) e sport in diretta (14%).

L’indagine arriva a due anni dall’introduzione della legge antipirateria e del Piracy Shield AGCOM, operativo dal 2024 per l’oscuramento dei siti illegali. Il 71% degli italiani conosce la normativa e il 62% la ritiene efficace, mentre il sistema è giudicato utile dal 70% degli adulti (77% tra chi consuma sport pirata).

Oltre 100mila i siti oscurati, con più di 122mila segnalazioni e un tasso di errore dello 0,0057%.

Dal confronto tra istituzioni e industria emerge la necessità di rafforzare ulteriormente il contrasto alla pirateria attraverso cooperazione, innovazione tecnologica e sicurezza, anche con l’impiego di “hacker etici”, campagne di sensibilizzazione e un aggiornamento normativo in linea con l’evoluzione digitale.