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La nuova riforma sul cinema francese, approvata ieri e in vigore dal primo gennaio 2018, giocherà un ruolo fortemente significativo nella produzione di film, serie tv e film d’animazione, come ribadito da Frédérique Bredin (in foto), presidente del CNC (Centre National du Cinéma et de l’image animeé). Il sistema, che permette ai produttori di accedere a un finanziamento automatico, è basato su tre scale di 100 punti ciascuna (una per ogni settore, fiction, documentari e animazione), distribuiti sulla base degli introiti generati dagli ingressi in sala e dalle vendite ai canali televisivi.

Inoltre, la riforma va a intervenire in aree fino a questo momento non considerate, come gli effetti visivi e digitali (il calcolo per il punteggio terrà conto dell’utilizzo di effetti speciali e delle professioni ad essi legate), e la dimensione culturale dell’opera: non solo, infatti, il film riceverà un maggior punteggio se girato in Francia, ma anche la lingua avrà il suo peso, prevedendo la riforma che per i film girati interamente in francese ricevano 20 punti (10 se almeno il 30% del film è in lingua francese).

Per le produzioni internazionali, la riforma prevede un minimo di 20 punti per quei film in cui la Francia figura come partner di coproduzione minoritario.