Il Ministro della Cultura ha annunciato l’intervento che, ai sensi della Legge Cinema, introduce un nuovo sistema di classificazione dei film.

“Abbiamo abolito la censura cinematografica e superato definitivamente quel sistema di controlli e interventi che permetteva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”, ha dichiarato il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini nel firmare il decreto che istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni Culturali con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori.

Un intervento della legge sul cinema che introduce il sistema di classificazione e supera definitivamente la possibilità di censurare le opere cinematografiche. Non c’è più il divieto assoluto di uscita in sala o di uscita condizionata da tagli o modifiche. La Commissione è presieduta dal Presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, ed è composta da 49 membri scelti tra esperti di comprovata professionalità e competenza nel settore cinematografico e negli aspetti pedagogico-educativi legati alla tutela dei minori o nella comunicazione sociale, nonché designati dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni di protezione degli animali.

Il processo penale di Ultimo Tango a Parigi nel 1976 (nonostante l’appello di Bertolucci all’allora Presidente della Repubblica Leone con la concessione di salvare solo tre copie in custodia presso la Cineteca Nazionale come ‘corpo del reato’) è l’evento storico più eclatante ma non è certo l’unico. Il cinema italiano può contare numerosi casi di censura, tra cui il più recente ‘Totò che visse due volte’ di Ciprì e Maresco del 1998 e Salò o le 110 giornate di Sodoma di Pasolini.

Su CineCensura la mostra permanente promossa dalla Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni Culturali e organizzata dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e dalla Cineteca Nazionale raccoglie materiali di 300 lungometraggi e 80 cinegiornali, oltre a 100 pubblicità e cortometraggi, 28 manifesti censurati e filmati tagliati.