Direttiva Ue sui servizi audiovisivi

Vicina la nuova direttiva Ue sui servizi audiovisivi

30 aprile 2018
Verso l’aggiornamento la direttiva Ue sui servizi audiovisivi. Introdotti obblighi per le produzioni europee e limiti per la pubblicità. Tutti i dettagli della nuova normativa che potrebbe entrare in vigore già da settembre.
La grande novità che potrebbe essere introdotta dalla nuova direttiva Ue sui servizi audiovisivi si concretizza nel coinvolgimento non solo delle emittenti tv, ma anche di quelle streaming delle piattaforme di video-on-demand e di condivisione video. Per tanto ad adeguarsi saranno anche gli Ott, ossia Netflix, YouTube, Amazon Prime Video, Facebook ecc. La direttiva dovrebbe approvata nelle prossime settimane dal Comitato Cultura ed Educazione del Parlamento europeo ed entrare in vigore entro il prossimo settembre a seguito del voto dalla plenaria. Ma in cosa consisterebbero questi nuovi obblighi per il settore audiovisivo?
Quello più importante riguarda soprattutto le produzioni che, al fine di sostenere la diversità culturale del settore audiovisivo europeo, dovrebbero essere almeno il 30% del totale contenuti. Ed è proprio questo punto a ricordare uno dei passaggi fondamentali del decreto Franceschini che riportava lo stesso principio su base italiana. L’obbligo dettato dalla Ue si considera anche per i listini delle piattaforme di video-on-demand che sono inoltre invitate a contribuire allo sviluppo delle produzioni audiovisive europee attraverso investimenti diretti nel contenuto o contributi ai fondi nazionali. La direttiva avrebbe quindi come fine quello di incentivare le produzioni in loco, dando maggiore spazio a ciò che i mercati dell’audiovisivo europei hanno da offrire.
Nella nuova direttiva sono previsti anche divieti. Sono vietati in generale qualsiasi contenuto che possa incitare alla violenza, all’odio e al terrorismo. Per garantire il rispetto della direttiva gli Ott dovranno creare un meccanismo trasparente, facile da usare ed efficace per consentire agli utenti di segnalare i contenuti “pericolosi”. Non di certo meno importante la tutela dei minori attraverso limitazioni in materia di pubblicità o inserimento di prodotti nei programmi TV per bambini, grarantendo la protezione dei dati raccolti.
Altri limiti alla pubblicità. Sarà introdotta una quota massima del 20% di pubblicità del periodo di trasmissione giornaliero tra le 6.00 e le 18.00. La seconda fascia oraria oggetto di restrizione sarà quella della prima serata tra le 18:00 e le 00:00,  dove sarà consentito sempre un massimo del 20% del tempo di trasmissione riservato alla pubblicità .