Nella cornice del Venice Production Bridge, martedì 8 settembre si è tenuta l’Ottava edizione del Seminario Annuale su Parità di Genere e Inclusione nell’industria cinematografica, organizzato da La Biennale di Venezia insieme Eurimages e, per la parte italiana, da Women in Film, Television & Media Italia.
Il dato più discusso riguarda il Concorso principale della Mostra, in cui quest’anno figura una sola registra tra i titoli in gara.Sei associazioni di settore, tra cui WFTMI, avevano già definito la cifra di un arretramento, chiedendo alla Biennale un ruolo più attivo nel contrastare lo squilibrio. Andrea Del mercato, direttore generale della Biennale, ha offerto una lettura riferita ad un arco temporale più ampio: i dati aggregati dal 2020 al 2026, su tutte le sezioni della Mostra, descrivono un quadro complessivo sostanzialmente stabile.
Spostandoci infatti alle altre ambiti della selezione, la quota di titoli diretti da donne sale al circa il 40% nella sezione Orizzonti e tra i cortometraggi candidati, con un pareggio tra i corti effettivamente selezionati. Su questo scarto tra i formati si è soffermato Del Mercato, osservando che la partecipazione femminile tende a calare quando i progetti sono finanziariamente più impegnativi.
Ampliando lo sguardo al panorama europeo, il vicedirettore esecutivo di Eurimages Enrico Vannucci ha riportato che, a fronte di una media di settore stimata attorno al 26% di presenza femminile, i progetti idonei sostenuti dal fondo sono passati da un rapporto di circa 70:30 a favore degli uomini a uno più vicino al 60:40. Nella regia, la quota di registe tra i progetti finanziati è salita nell’arco dell’ultimo decennio, da circa il 25% al 40%: un livello che il fondo considera vicino all’equilibrio statistico di genere. Tra i dati citati da Vannucci, il 2024 spicca come unico anno in cui il numero di progetti diretti da donne ha superato quello dei progetti diretti da uomini tra i titoli finanziati. Un’eccezione che secondo lui non va scambiata per la soluzione definitiva dello squilibrio di fondo. Sul fronte dei budget, i dati Eurimages mostrano inoltre un andamento inverso tra dimensione economica del progetto e presenza femminile: quest’ultima cala all’aumentare della soglia di finanziamento, dai progetti più piccoli (sotto mezzo milione di euro) a quelli di fascia alta (oltre 10 milioni).
Al seminario sono intervenuti anche Rossella Gaudio, per il Ministero della Cultura, e Mariagrazia Fanchi, dell’Università Cattolica di Milano, mentre la sezione curata da Women in Film, Television & Media Italia portava il titolo “2016-2026: Gender Equality in the Screen Industries. Looking Back to Look Forward”.
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