Il sistema di Tax Credit per il cinema e l’audiovisivo si avvia verso una revisione strutturale con lo schema di decreto interministeriale trasmesso dal MIC al MEF e al MIMIT. Il provvedimento recepisce le disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e ridefinisce il quadro degli incentivi, intervenendo su aliquote, massimali e modalità di accesso al beneficio fiscale.

Tra gli elementi centrali della riforma figura il passaggio a un modello con risorse predefinite, in linea con la riduzione del Fondo per il cinema e l’audiovisivo, fissato a 610 milioni di euro per il 2026 e a 500 milioni annui a partire dal 2027. In questo contesto viene superato il meccanismo che consentiva il riconoscimento dei crediti anche oltre i limiti di spesa, introducendo un sistema vincolato a tetti finanziari.

Aliquote e limiti massimi di credito

Il decreto prevede una revisione delle aliquote per le diverse tipologie di opere. Per il cinema, il credito d’imposta viene fissato al 30% per i produttori indipendenti e al 20% per i non indipendenti. Per le produzioni televisive e web sono previste aliquote base al 20% e maggiorate al 30%, mentre riduzioni analoghe interessano anche documentari, animazione, cortometraggi e videoclip, con meccanismi che tengono conto della dimensione produttiva delle imprese.

Vengono inoltre introdotti limiti massimi di credito per singola opera, pari a 4 milioni di euro per i film e a 6 milioni per le opere televisive e digitali, con possibilità di incremento rispettivamente fino a 6 e 10 milioni in presenza di una quota significativa di partecipazione internazionale. A questi si affiancano plafond annuali per impresa, distinti per ambito cinematografico e audiovisivo, che definiscono un tetto complessivo ai crediti accessibili nell’arco dell’anno.

Ulteriori interventi riguardano la struttura dei costi ammissibili e gli obblighi richiesti alle produzioni, tra cui l’introduzione di coperture assicurative dedicate e l’aggiornamento dei criteri per l’accesso ai benefici da parte delle opere a basso budget. Il testo interviene anche sulla gestione dei diritti, prevedendo maggiore flessibilità per lo sfruttamento internazionale, e lascia aperti alcuni aspetti legati al monitoraggio delle risorse e alle modalità di controllo, che potranno essere definiti nelle fasi attuative.