Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery appaiono ormai vicine a perfezionare l’intesa da 110 miliardi di dollari relativa alla fusione tra i due grandi gruppi mediatici, dopo che si è conclusa la causa antitrust promossa dalla California insieme ad altri undici Stati.

Anche in Europa e nel Regno Unito, l’operazione di fusione tra le due società aveva già ottenuto da tempo il via libera delle autorità competenti; mancava invece l’approvazione sul fronte statunitense, arrivata solo ora grazie al procuratore generale della California, Rob Bonta, che in precedenza aveva sollevato preoccupazioni su possibili distorsioni della concorrenza e conseguenti aumenti dei prezzi.

L’approvazione da parte degli Stati Uniti necessita tuttavia di una precisazione. Bonta ha infatti tenuto a chiarire che l’intesa raggiunta non equivale a un via libera alla fusione in quanto tale. Le condizioni imposte servono unicamente a delimitare il perimetro del nuovo colosso che nascerà dall’unione tra gli studios Paramount e Warner, le piattaforme Paramount+ e Hbo Max, e le testate Cbs e CNN.

Il settore cinematografico è dunque il primo a dover affrontare questa verifica. Paramount sarà tenuta a incrementare gli investimenti di 300 milioni di dollari rispetto al 2025, arrivando così a un totale complessivo di 1,5 miliardi nell’arco di cinque anni. Dovrà inoltre garantire l’uscita di 30 film all’anno nei primi due anni, per poi salire a 32 nei tre successivi. Di questi, quattro dovranno essere produzioni indipendenti, mentre il numero di titoli destinati a un’ampia distribuzione salirà da 20 a 21 a partire dal terzo anno. È previsto anche uno stanziamento annuale di 5 milioni destinato al sostegno del cinema indipendente. Il mancato rispetto di questi impegni comporterebbe, decorsi sei mesi, la cessione della quota detenuta in Miramax.

Per quanto riguarda i posti di lavoro, gli stabilimenti Paramount a Los Angeles e Warner a Burbank continueranno a essere attivi almeno fino al termine del 2031. È previsto inoltre uno stanziamento di 47,5 milioni destinato a percorsi di riconversione professionale per il personale che perderà l’impiego. Sulla televisione via cavo, nei prossimi cinque anni i canali appartenenti ai due gruppi verranno trattati commercialmente in modo indipendente l’uno dall’altro. Qualora questo impegno non venisse rispettato, scatterebbe come conseguenza la cessione di alcune reti, tra cui Bet, Vh1 e Comedy Central.

Per tutelare l’attività giornalistica e scongiurare eventuali conflitti tra le redazioni della Cbs News e della CNN, verrà istituita una commissione indipendente — composta da un referente interno, un supervisore esterno e rappresentanti di cinque Stati — incaricata di definire i principi editoriali e giornalistici che dovranno guidare le due testate.

Per quanto riguarda la Writers Guild of America, l’accordo include un fondo per l’assistenza sanitaria di 17,5 milioni di dollari e una serie di garanzie a tutela dei lavoratori di Cbs e CNN. Viene inoltre confermato il rimborso, fino a 40 milioni, delle spese legali e peritali sostenute dagli Stati, mentre Paramount eviterà di dover corrispondere la penale di 7 milioni al giorno prevista per i ritardi oltre il 30 settembre nei confronti degli azionisti di Wbd. Restano invece invariati sia i 6 miliardi di dollari di risparmi previsti dall’operazione, sia il debito complessivo atteso per il nuovo gruppo, pari a quasi 80 miliardi.

Un impegno economico rilevante per David Ellison, amministratore delegato di Paramount Skydance, che si accompagna al traguardo tanto inseguito di questa fusione, con l’obiettivo finale di rendere Hollywood più solida.

Photo credit: Paramount Skydance Corporation e Warner Bros. Entertainment via Wikimedia Commons