La Sala Pietro da Cortona ha ospitato la conferenza promossa da ANICA e dedicata al consumo dei film sui servizi a pagamento in Italia. La ricerca, realizzata da ERGO Research, ha analizzato le abitudini di visione del pubblico, con particolare attenzione alle produzioni italiane e al rapporto tra sala cinematografica e piattaforme.
Sono intervenuti Michele Casula (Co-founder and Partner, ERGO Research) e Alessandro Usai (Presidente, ANICA), che hanno illustrato i principali risultati dello studio.
Casula ha presentato i dati raccolti durante un periodo di osservazione sperimentale di quattro settimane, offrendo una fotografia delle abitudini di consumo e delle differenze tra i canali di fruizione. Usai si è concentrato sulle diverse finestre distributive, dall’uscita in sala ai servizi pay-TV, lineari e non lineari, distinguendo tra prime visioni e titoli di catalogo, italiani e internazionali.
Dalla ricerca emerge il valore del passaggio in sala per il cinema italiano, che può continuare a raggiungere il pubblico anche attraverso le successive modalità di distribuzione. La fruizione si differenzia inoltre in base alle fasce d’età e alle preferenze degli spettatori.
La seconda parte della conferenza ha visto il confronto tra Margherita Amedei (Sky Italia), Tinny Andreatta (Netflix), Paolo Del Brocco (Rai Cinema), Livia Ferraro (Amazon), Federica Lucisano (Lucisano Media Group), Francesco Magini (The Walt Disney Company) e Paolo Orlando (Medusa Film).
Nel dibattito è emerso come il successo al botteghino possa contribuire a prolungare il ciclo di vita di un film. Tinny Andreatta ha richiamato l’attenzione su titoli come C’è ancora domani e Diamanti, che hanno continuato a suscitare interesse anche dopo l’uscita in sala, trovando nuove occasioni di visione sulle piattaforme.
È stato inoltre sottolineato che non tutte le produzioni italiane raggiungono gli stessi risultati: per questo, la selezione e lo sviluppo dei progetti devono tenere conto delle caratteristiche dei film e dei pubblici a cui si rivolgono.
Un altro tema ha riguardato il rapporto tra sala e streaming in occasione dell’uscita di sequel, remake e reboot. Il lancio di un nuovo capitolo può infatti riaccendere l’interesse per i film precedenti, come nel caso di Zootropolis 2, che ha contribuito a riportare l’attenzione sul primo film, con una crescita delle visualizzazioni su Disney+.
Tra i dati presentati, circa il 70% degli atti di visione delle novità sulle piattaforme riguarda film già passati nelle sale; per le produzioni italiane, la quota raggiunge il 92%. Numeri che evidenziano come la distribuzione cinematografica possa contribuire alla successiva diffusione delle opere, rafforzando il legame tra le diverse finestre distributive.
Il confronto ha quindi messo in luce la necessità di superare la contrapposizione tra cinema e streaming, riconoscendo il ruolo complementare dei diversi canali nel raggiungere il pubblico e valorizzare le produzioni italiane. È emersa anche l’importanza di sviluppare strumenti di misurazione condivisi e trasparenti, capaci di restituire una visione più completa dei consumi audiovisivi.
A concludere l’incontro sono stati i saluti finali di Lucia Borgonzoni, che ha ribadito il valore artistico del cinema e l’importanza del lavoro di tutte le persone coinvolte nella realizzazione di un film. Un’opera cinematografica è infatti il risultato di un lungo processo creativo e produttivo, che inizia con lo sviluppo e prosegue attraverso le diverse fasi della distribuzione e della promozione.
Borgonzoni ha infine condannato la pirateria, richiamando l’attenzione sulla necessità di tutelare il valore dei film e il lavoro dei professionisti del settore, riconoscendo il cinema come espressione artistica e frutto di un impegno collettivo.
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