Anna Marsh, CEO di StudioCanal, Deputy CEO di Canal+ e Chief Content Officer di Canal+ France, è stata tra le speaker del MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo, dove, in in un incontro moderato da Gaia Tridente, direttrice del MIA, ha condiviso la propria visione sul futuro dell’industria audiovisiva europea e sulle strategie per rafforzarne la competitività internazionale.
Al centro del confronto, l’evoluzione del modello di studio europeo: una struttura integrata che riunisce produzione, finanziamento, distribuzione e gestione della proprietà intellettuale, con l’obiettivo di trasformare le storie locali in contenuti capaci di raggiungere il pubblico globale.
Il percorso professionale di Marsh riflette questa visione. Arrivata in Francia nei primi anni Duemila per studiare in una business school, ha iniziato la propria carriera nella distribuzione internazionale, sviluppando una conoscenza diretta dei diversi mercati e delle loro specificità culturali. Un’esperienza che le ha permesso di comprendere come i contenuti possano viaggiare oltre i confini, purché le strategie di distribuzione siano adattate ai diversi pubblici.
Per Marsh, la sfida è trovare un equilibrio tra creatività e sostenibilità finanziaria, sostenendo il lavoro di registi, sceneggiatori e professionisti e, al tempo stesso, valorizzando la proprietà intellettuale nel lungo periodo.
In questo scenario, StudioCanal svolge un ruolo centrale nella strategia di Canal+, gruppo presente in circa 70 territori e con circa 40 milioni di abbonati, secondo i dati citati durante l’incontro. Con un catalogo di oltre 18.000 titoli e una rete internazionale di società di produzione, il gruppo punta a rafforzare la circolazione dei contenuti e a sviluppare nuove opportunità commerciali.
Tra le direttrici di crescita emerge anche il Sudafrica, mercato ricco di talenti e potenzialità creative, nel quale Canal+ e StudioCanal intendono sostenere la produzione locale e favorire la diffusione internazionale delle storie.
Il punto di partenza resta la ricchezza culturale europea: la varietà delle lingue, la profondità della storia e la pluralità delle identità del continente rappresentano un patrimonio narrativo straordinario. La sfida, ha evidenziato Marsh, è trasformarlo in un vantaggio competitivo globale, attraverso investimenti, una gestione strategica dei diritti e una collaborazione costante tra creatività e impresa.
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