Dal 16 gennaio The Rip è disponibile su Netflix e rappresenta un passaggio significativo nei rapporti tra piattaforme e produttori indipendenti. Il film, interpretato da Matt Damon e Ben Affleck, è prodotto da Artists Equity, la società fondata dai due attori tre anni fa, e ha dato origine a un accordo inedito per Netflix.
Al centro del progetto c’è il modello economico di Artists Equity, basato sulla condivisione dei profitti con tutta la troupe, incluse le maestranze. I compensi iniziali sono più contenuti ma dignitosi, mentre i guadagni maggiori arrivano in caso di successo del film. Un sistema rischioso ma più equo, che punta a rendere sostenibili film ambiziosi e originali per un pubblico adulto, oggi sempre più rari.
Per The Rip – Soldi sporchi Netflix ha accettato una formula mai sperimentata prima: un prezzo di acquisto iniziale più basso, accompagnato da un bonus legato alle performance dei primi 90 giorni, calcolato sulle ore di visione e con un tetto massimo. Una novità rilevante rispetto al modello tradizionale delle piattaforme, che normalmente non prevedono premi legati al successo.
Il film è uno dei titoli più importanti per Artists Equity anche dal punto di vista creativo: un poliziesco di alto livello produttivo, lontano dalle logiche dei franchise e pensato per un pubblico adulto. Netflix ha chiarito che si tratta di un caso isolato, non di un cambio di strategia, ma per la società di Damon e Affleck l’accordo rappresenta una vittoria simbolica.
Dopo il debutto con Air – La storia del grande salto e una serie di progetti distribuiti tra cinema e piattaforme, Artists Equity ha dimostrato che il suo modello può funzionare. Resta ora da capire se potrà reggere anche senza la presenza diretta dei suoi due fondatori.
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