Si è aperta a Palazzo Barberini la dodicesima edizione del MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo. A dare il via ai lavori, nella splendida cornice della Sala Pietro da Cortona, è stata la presentazione dell’European Investment Hub (EIH), un programma pensato per esplorare da vicino l’evoluzione degli strumenti finanziari dedicati all’industria audiovisiva.
Dopo i saluti istituzionali della direttrice del MIA Gaia Tridente, della presidente APA Chiara Sbarigia e del presidente ANICA Alessandro Usai, la discussione è entrata nel vivo, delineando le traiettorie economiche, legali e industriali del mercato italiano ed europeo.
La prima sessione in programma è stata “European Financing Tools and Strategic Perspectives”, dedicata agli strumenti finanziari e alle prospettive strategiche per il settore audiovisivo europeo.
Il talk ha evidenziato come l’Italia sia da sempre un polo fondamentale per l’industria audiovisiva internazionale e come il MIA rappresenti un’importante occasione di incontro tra i professionisti del settore.
Dagli interventi della giornata è emerso con forza un concetto chiaro: per far crescere il settore non basta finanziare le singole opere, ma occorre rafforzare l’intero ecosistema industriale.
Giuseppe Abbamonte, direttore per le politiche dei media presso la Commissione europea a Bruxelles, ha posto l’attenzione sul ruolo dell’European Investment Hub, un’iniziativa importante che punta a rafforzare la capacità delle imprese europee di attrarre capitali privati e valorizzare i propri contenuti, in un contesto in cui la quota di mercato europea è scesa di otto punti e alcuni strumenti strategici, come i motori grafici, sono di proprietà di imprese extraeuropee.
Come ha ricordato Antonio Stefanucci, Senior Mandate Manager presso la Commissione europea, il sostegno pubblico – che oggi copre circa il 55% delle risorse destinate al comparto – resta fondamentale per attrarre capitali privati e sostenere la creatività, soprattutto in un contesto geopolitico complesso. Un concetto ribadito anche da Charlot Appelgren, segretario generale di CineRegio, che ha evidenziato come le coproduzioni e le sinergie tra fondi regionali ed europei siano fondamentali per trasformare le storie locali in asset competitivi su scala globale.
Il ruolo dell’audiovisivo come leva strategica di promozione internazionale è stato al centro dell’intervento di Lorenzo Galanti, direttore generale dell’Agenzia ICE – Italian Trade Agency. Galanti ha definito il settore un vero e proprio soft power, capace di valorizzare il Made in Italy nel mondo, sottolineando come l’European Investment Hub rappresenti un ponte concreto per connettere le PMI italiane con gli investitori esteri.
Sul fronte delle politiche pubbliche, Giorgio Carlo Brugnoni, direttore generale Cinema e Audiovisivo del MiC, ha posto l’accento sulla necessità di affiancare le imprese lungo tutto il loro ciclo di vita, garantendo sostenibilità finanziaria, investimenti sui giovani attraverso la film education e una forte cooperazione internazionale, come testimonia il recente tavolo di lavoro avviato con la Francia.
Dello stesso avviso Enrico Vannucci, vicedirettore esecutivo di Eurimages, che ha illustrato i meccanismi di sostegno e i finanziamenti a fondo perduto messi a disposizione per le coproduzioni, richiamando l’attenzione anche sul programma pilota dedicato alle serie TV, nato per tutelare i produttori indipendenti nel dialogo con i grandi colossi dello streaming.
Infine, Federico Eichberg, capo di gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), ha sottolineato come dietro ogni grande opera sia necessaria una solida struttura economico-finanziaria. Richiamando la strategia delle filiere del Made in Italy, Eichberg ha suggerito di guardare a modelli di aggregazione e sinergia – sia su scala tematica sia territoriale – per fare massa critica, mettere a sistema il saper fare italiano e consentire alle imprese del settore di competere efficacemente sui mercati internazionali.

