Il Senato ha approvato ieri, 4 novembre 2026, in via definitiva la nuova legge sul cinema. Il voto è stato unanime e sancisce un’intesa trasversale tra governo e opposizioni. Il provvedimento punta a ridisegnare la gestione dell’industria cinematografica italiana con la nascita di un’Agenzia per il cinema, e interviene anche su tax credit, sostegno alle sale e uso dell’intelligenza artificiale.
Dal 2029 l’Agenzia per il cinema prenderà il posto della Direzione generale Cinema e Audiovisivo, mentre al Ministero della Cultura resteranno il controllo e l’indirizzo politico e strategico. Accanto all’Agenzia nascerà il Polo nazionale per il cinema e l’audiovisivo, che riunirà la gestione del Centro sperimentale, della Cineteca nazionale e di Cinecittà.
La riforma delega al governo la gestione del settore, includendo un piano triennale di programmazione e misure di controllo sulla distribuzione e sull’utilizzo dei fondi pubblici. Inoltre comprende misure per le produzioni indipendenti e di genere, per le opere prime e seconde e per i giovani autori. Il testo prevede inoltre un piano nazionale di riapertura e riqualificazione delle sale e tutele previdenziali per i lavoratori del settore. Le risorse si basano sul recupero di 70 milioni di euro per quest’anno e 150 milioni di euro per l’anno 2027.
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