La Motion Picture Association (MPA) e ByteDance, la società madre di TikTok, hanno firmato un accordo per tutelare i diritti d’autore dell’industria cinematografica e televisiva nei prodotti di intelligenza artificiale generativa dell’azienda cinese.
Il memorandum d’intesa (MOU), annunciato lunedì, riguarda gli strumenti di IA generativa di ByteDance più diffusi: Seedance e Seedream, i modelli per la creazione di video e immagini, insieme a TikTok, CapCut e Dreamina. L’obiettivo è costruire un quadro condiviso di tutele per proteggere i contenuti coperti da copyright e l’immagine degli attori.
Tutto parte da un episodio diventato virale a febbraio 2026: alcuni utenti hanno usato Seedance 2.0 per generare video con i volti di star come Tom Cruise e Brad Pitt, senza alcuna autorizzazione. La MPA aveva reagito con una diffida formale, accusando ByteDance di ignorare “leggi sul copyright ben consolidate, che sostengono milioni di posti di lavoro americani”. Da quella diffida sono partiti mesi di trattative, che hanno portato ByteDance a introdurre filtri, watermark e sistemi di riconoscimento più efficaci nelle versioni successive dei suoi modelli, tra cui Seedance 2.5 e Seedream 5.0 Pro.
Il presidente e CEO della MPA, Charles Rivkin, ha commentato: “Questo accordo dimostra la nostra convinzione che il copyright sia una colonna portante dell’industria cinematografica e televisiva, e rafforza il nostro impegno a proteggere i contenuti creativi”. Dal canto suo, John Rogovin, general counsel di ByteDance, ha sottolineato che l’azienda “rispetta i diritti di proprietà intellettuale” e crede che “un’innovazione responsabile nell’IA vada di pari passo con tutele concrete per i titolari dei diritti”.
Il caso ricorda da vicino quanto accaduto con Sora, il modello video di OpenAI, lanciato nel 2024 e travolto da controversie simili per l’uso non autorizzato di personaggi e volti noti, fino alla sua chiusura definitiva nel 2026. A differenza di OpenAI, ByteDance ha scelto di continuare a investire su Seedance, puntando su regole più chiare invece che sulla chiusura del prodotto.
L’intesa con la MPA potrebbe diventare un modello di riferimento per altri accordi tra studios hollywoodiani e sviluppatori di intelligenza artificiale, in un settore dove la tutela della proprietà intellettuale resta una delle sfide più urgenti.
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