L’Aula della camera dei Deputati ha affrontato oggi la discussione sulle linee generali del testo unificato di riforma della Legge 220/2016 (Legge Cinema e Audiovisivo). Il provvedimento, nato dalla convergenza di cinque distinte proposte di legge e approvato all’unanimità in Commissione Cultura, rappresenta il tentativo di offrire all’intera filiera industriale e ai partner internazionali un quadro di regole stabile, trasparente e con tempistiche di erogazione certe.

Il cuore della riforma risiede nel profondo riassetto delle istituzioni di gestione del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo. Il provvedimento introduce la nascita dell’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, un ente pubblico dotato di piena autonomia organizzativa, finanziaria e gestionale destinato ad assumere le competenze operative attualmente in capo alla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura. L’obiettivo di questo modello, ispirato alle grandi agenzie di sistema europee, come la francese CNC, è snellire l’impianto burocratico e garantire una programmazione finanziaria su base triennale, oltre che assicurare la massima tempestività nei flussi di cassa destinati alle imprese. 

Parallelamente, il testo rivede la disciplina del Tax Credit per la produzione. Pure confermando la centralità del credito d’imposta come principale leva di attrazione degli investimenti, la riforma introduce parametri di selettività molto più definiti e una modulazione delle aliquote compresa tra il 15% e il 40%. La nuova architettura premiante è disegnata per sostenere in via prioritaria le imprese di produzione indipendente, legando l’accesso ai fondi pubblici a vincoli precisi: la garanzia di creare occupazione sul territorio nazionale, l’obbligo di assicurare una reale distribuzione dell’opera al cinema o sulle piattaforme streaming, e la spesa effettiva di una quota prevalente del budget in Italia.

A completamento dell’impianto, il provvedimento estende la portata degli incentivi fiscali anche al comparto dei videogiochi e delle opere digitali, e dispone l’integrazione operativa tra Cinecittà e il Centro sperimentale di Cinematografia per la creazione di un Polo dell’Audiovisivo di eccellenza. Fissa inoltre norme stringenti di trasparenza in materia di Intelligenza Artificiale, a tutela della centralità della creatività umana e dei diritti d’autore.

L’evoluzione della cornice legislativa approdata oggi in Aula alla camera è destinata a incidere direttamente sulle strategie finanziarie delle imprese e sulla strutturazione delle coproduzioni internazionali. L’introduzione di criteri di selettività più definiti e l’allineamento delle procedure agli standard di trasparenza europei mirano a rendere più solido il contesto economico e finanziario nazionale, offrendo maggiori garanzie di affidabilità sia per i partner esteri coinvolti in co-finanziamenti, sia per le produzioni internazionali che scelgono l’Italia come hub esecutivo.

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