A seguito della presentazione dell’istanza di fallimento da parte della piattaforma di intelligenza artificiale generativa Character.AI, nello Stato del Kentucky, Disney avrebbe presentato un’offerta di 20 milioni di dollari per acquisire una licenza d’uso della proprietà intellettuale della società.
La richiesta è stata presentata lunedì 12 ottobre e Character.AI si trova attualmente nella fase di vendita dei propri beni.
Sulla questione è intervenuto anche Colin Adams, amministratore delegato di Character.AI, il quale ha sottolineato che la piattaforma ha compiuto progressi significativi nel miglioramento della propria attività.
Tuttavia, al termine di un’analisi approfondita e dopo aver valutato le alternative disponibili, la società ha deciso di procedere con la vendita, ritenendola la soluzione migliore per massimizzare il proprio valore.
Character.AI consente agli utenti di creare chatbot personalizzati e di conversare con essi. Negli ultimi anni, tuttavia, la piattaforma ha dovuto affrontare diverse controversie legali, tra cui quelle legate al suicidio di adolescenti e quelle relative a presunte violazioni del copyright.
Anche Disney ha accusato la piattaforma di utilizzare personaggi protetti dalla proprietà intellettuale senza la necessaria autorizzazione. Tra questi figurano Elsa, protagonista di Frozen, Vaiana, Peter Parker, l’identità civile di Spider-Man, e Darth Vader, celebre antagonista della saga di Star Wars. Secondo le contestazioni, i chatbot avrebbero generato risposte che riprendevano elementi delle storie e delle caratteristiche di tali personaggi. In seguito alle contestazioni, Character.AI avrebbe rimosso i personaggi in questione.
L’offerta di Disney sarebbe strutturata secondo il meccanismo dello stalking horse, una procedura che prevede un’offerta iniziale utilizzata come base per eventuali rilanci da parte di altri potenziali acquirenti.
Character.AI prevede di completare la vendita dei propri beni entro la fine dell’anno. Il valore complessivo delle attività e delle passività della società sarebbe stimato tra i 50 e i 100 milioni di dollari. La vicenda mette in evidenza le crescenti difficoltà che le piattaforme di intelligenza artificiale devono affrontare nella gestione dei contenuti protetti da copyright.
L’eventuale accordo con Disney potrebbe rappresentare un passaggio significativo nel dibattito sull’utilizzo della proprietà intellettuale nei sistemi di IA generativa, evidenziando la necessità di trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica, tutela dei diritti d’autore e valorizzazione economica dei contenuti.
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