Durante la cerimonia d’apertura dell’83ª edizione del festival di cinema di Venezia, tenutasi il 2 settembre, l’attore hollywoodiano George Clooney ha ricevuto il prestigioso Leone d’Oro alla carriera. Omaggiato dalla collega e amica Laura Dern nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, che lo ha ricordato come un’icona e un grande artista, riecheggiando in modo scherzoso il suo status di sex symbol, essendo stato eletto per due volte l’uomo più sexy al mondo.

45 anni di carriera riassunti sullo schermo, dove scorrono frammenti dei suoi film, che lo incoronano come uno dei grandi attori della sua generazione. Dern celebra la sua umanità al servizio del prossimo, come già emerso in Good Night, and Good Luck, il film su Edward R. Murrow e la battaglia contro il maccartismo presentato nel 2005 a Venezia.

A proposito del suo impegno politico e sociale, sul palco Clooney critica i metodi autoritari del potere, che strumentalizza e piega l’opinione pubblica per silenziare le voci mediatiche più irriverenti — giornalisti, musicisti, artisti. In questo contesto, Clooney definisce il governo triumpiano come ‘cachistocratico‘ — il governo dei peggiori — sottolineando l’incompetenza e l’incapacità di chi presiede alla guida degli Stati Uniti d’America.

Facendo trasparire il suo scontento per i modi aggressivi e bellicisti dell’amministrazione della Casa Bianca, mostra anche un senso di ottimismo per le elezioni del 2028, con la speranza di un ritorno alla normalità.

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