Le abitudini degli italiani stanno cambiando: gli ascolti tv sono in calo. Per ogni italiano davanti alla televisione ce ne sono 3 che guardano uno smartphone, un tablet o un pc, eppure la pubblicità ancora non riesce a intercettare questo nuovo tipo di pubblico.

I dati Auditel attestano un calo del 4% degli ascolti tv nel primo quadrimestre del 2019. Gli italiani davanti alla televisione sono 10,6 milioni nel giorno medio, 440.000 in meno rispetto al primo quadrimestre del 2018. I dati Audiweb rilevano invece che l’audience digitale nel giorno medio ha raggiunto 33,3 milioni di persone. Sembra che il 2019 abbia segnato il sorpasso del mobile ai danni della televisione.

Eppure, gli investimenti pubblicitari non rispecchiano affatto la nuova tendenza. Infatti la rilevazione Nielsen per il primo trimestre 2019 attesta che gli investimenti pubblicitari sulla televisione valgono ancora il 64,5% del mercato (1,46 miliardi di euro), mentre gli investimenti sul digitale sono fermi al 7,1%.

A frenare gli investimenti pubblicitari sul digitale c’è prima di tutto una questione culturale: la comunicazione è diversa. La logica con cui si interagisce cambia, le aziende devono comunicare con il linguaggio dei loro clienti. A scoraggiare gli investimenti ci sono anche un insieme di interessi. Google e Facebook controllano la maggior parte della pubblicità su mobile, ma non riconoscono diritti di negoziazione ai centri media che dovrebbero pianificare gli investimenti negli interessi dei loro clienti. Di conseguenza i centri media restano legati ai canali che riconoscono commissioni più alte, ovvero alla televisione.

È interessante come la situazione stia però cambiando all’interno degli investimenti pubblicitari digitali. Se si suddividono gli investimenti pubblicitari per device, si scopre che nell’ultimo anno lo smartphone ha ridotto la distanza dal pc conquistando il 41% della torta e superando 1,1 miliardi di euro (Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano). Il dato riflette le nuove abitudini degli italiani che passano sempre più tempo davanti allo smartphone.