L’impero di Murdoch vacilla scosso dalle liti familiari e dall’addio di Al Waleed

La 20th Century Fox, il colosso cinematografico di proprietà di Rupert Murdoch, è fatto oggetto in questi giorni di voci insistenti circa la vendita dei suoi studios hollywoodiani e di tutto il comparto intrattenimento. Una battaglia dietro le quinte dell’impero mediatico del magnate australiano che vede protagonisti i figli Lachlan e James, oltre a un principe saudita di recente finito agli arresti. Ma lo scenario finale, impensabile fino a poco tempo fa, potrebbe essere un drastico ridimensionamento del gruppo, che ancora nel 2014 era sul punto di acquisire Time Warner sborsando ben ottanta miliardi di dollari. Il quotidiano britannico The Independent lancia l’allarme: “L’impero si sta spezzando”, e il Sidney Morning Herald si chiede: “Murdoch perderà la sua corona?”. A capo di una galassia mediatica che va dai giornali di News Corp (compresi il Times, il Sun e il Wall Street Journal) fino alle tv di Fox e Sky, passando dal cinema con il marchio 20th Century Fox, oggi Murdoch possiede un patrimonio stimato intorno ai tredici miliardi di dollari, ma qualcosa sembra essersi guastato nel suo sistema di potere, e le prime crepe, secondo il Guardian, le hanno causate i figli Lachlan e James, per la mai risolta questione della successione alla guida del gruppo.  L’idea della vendita della Fox nascerebbe, a detta degli analisti, dallo stallo delle trattative con Disney e dall’impossibilità di sostenere la concorrenza dei giganti digitali come Netflix. Per Hollywood Reporter il vecchio Rupert sarebbe insoddisfatto della strategia del figlio James, che è il numero uno della 20th Century Fox e presidente di Sky, puntando sul «maggiore equilibrio» di Lachlan. Finora si è sempre ritenuto che i due figli del magnate avessero un ruolo paritario, ma oggi se ne dubita fortemente, se è vero che Rupert intende disfarsi di Fox cinema e di tutto il comparto intrattenimento concentrandosi sulle news. Notizia coerente con un altro rumour di queste ore: quello di due telefonate fatte dal vecchio Murdoch al numero uno della At&t, Randall Stephenson per acquistare la Cnn. Ma qui entra in scena il principe saudita Al Waleed bin Talal, già definito l’alleato chiave di Rupert, che con una quota del 6% ha finora sostenuto tutte le scelte strategiche del grande vecchio. Ebbene, il principe ha venduto in gran segreto tutte le sue partecipazioni alla fine di settembre, non si sa perché e neppure a chi. Ovviamente non aiuta il fatto che Al Waleed sia uno degli undici principi sauditi mandati agli arresti domiciliari a Riad la settimana scorsa, ma il punto vero è un altro, come dice Hamish McRea dell’Independent, e cioè che: «Murdoch ha messo in piedi il suo impero usando i soldi degli altri, con il risultato che un sacco di altri azionisti detengono grossi pezzi della società. Lui è capace di mandare avanti la baracca in questo modo, ma lo saranno anche i suoi figli?».